Una serata così….Tra acculturati.

Lo scorso venerdì sera, me ne stavo seduta alle spalle della “fumante “ Edicola della Bollente, nell’omonima piazza, davanti l’ingresso della libreria “Cibrario”, dietro consiglio e invito della mia “Libraia di fiducia”, intenta ad assistere alla presentazione di “Stradiario Genovese”, un libro “per chi non tira dritto attraverso una città che non ti aspetti”.

In questa situazione specifica, più che una Linarolese Fuori Porta, sembravo una “Selvatica” fuori luogo, decisamente sempre meno avvezza alla vita mondana. Devo dire però che la genuinità dei “personaggi” che hanno tenuto banco, mi ha fatta sentire a mio agio. Simona Ugoletti, nel libro ha messo i suoi disegni e il suo modo colorato e sopra le righe di vedere quella che è la sua Genova. E una cosa la devo dire; mai conosciuta una genovese con così tanta voglia di parlare! Lei si fa chiamare La Cantadina, poiché oltre ad avere un legame fortissimo con la terra, ama cantare con il suo ukulele, canzoni dialettali, o inventate sul momento , prose , poesie… E’ un vero fiume in piena di entusiasmo e di sorrisi! Se passate per Genova, vi può capitare di trovarla nell’immaginario Largo la Cantadina, che in realtà non esiste su nessuna mappa, GPS o Cartina. Semplicemente è il punto dove, nel centro storico di Zena, s’incontrano via San Siro, Via Fossatello e Via San Luca. Li potete trovarla con la sua Galleria D’arte “On the Road” , ed è esattamente da li , dal “centro di tutto”, che i racconti del libro hanno inizio, dividendosi in tre percorsi, che partono imboccando ognuno queste tre vie.

E da qui in poi, Gianni Priano riempe i vicoli di Genova dei suoi ricordi, delle sue parole , dei mille volti e personaggi che sembrano non starci nemmeno tutti, dentro quel dedalo infinito di carruggi e Creuze che fanno la vecchia Genova. Il suo intestino e la parte più ricca di vita in assoluto della città.

Con le sfighe, se così le vogliamo chiamare, che l’hanno colpita in questi ultimi anni, dalle alluvioni fino al crollo del Ponte Morandi, un po’ tutti, si son sentiti in diritto di dire la loro sulla Superba. Siamo diventati di colpo tutti “espertoni di Genova”, anche se il nostro sapere, magari poi, si limita all’essere passati in macchina, anni e anni fa, sul viadotto crollato mentre si andava o tornava dalle ferie o da qualche Ferragosto tra amici o a una gita all’Acquario. Perché ormai, in sto mondo Socialmediatico, si fa presto ad abusare di tutto e di tutti , prendersi meriti e sapere ciò che , in realtà, non si sa. Beh, questo libro è stato dipinto e scritto da due persone che, senza dubbio alcuno, sanno quel che raccontano e dipingono e descrivono. Due persone che la loro città la vivono, la respirano e la amano da sempre, senza troppi fronzoli.

Ed eccoli qui, i nostri “eroi”. Al centro, di Ukulele munita, c’è la nostra “Cantadina”, Simona Ugoletti, mentre il signore brizzolato che sorride sornione alla sua sinistra è lo scrittore Gianni Priano. Il signore col gilet di Jeans “stellato” , di cui non ricordo il nome, devo essere onesta , era il mediatore che ha introdotto a noi il libro.

Seduto accanto a me, la sera della presentazione, c’era un giornalista, credo dell’”Ancora”, che, in maniera molto professionale, sul suo quadernetto, appuntava frasi, pensieri e gesti. Io sbirciavo, senza capire molto dei suoi geroglifici, e l’unica frase di Gianni Priano che, di getto, mi sono sentita di annotare su un foglio volante che ho fortunatamente trovato in borsa , è stata .” Genova era bella quando era brutta!”. Che i “zeneizi di mezza tacca” non la vogliono una Zena infighettà come un cioccolattin! Apparecchiata per turisti e Radical Chic, con la Bolla di Renzo Piano e relativo “cimitero dei pesci”, e i mille localini dove cari ventenni ..” fate belle lettere senza che la vostra bocca sappia d’aglio o di trinciato forte. Andate a birre e Moijito. A cannette. E il vino, prima di berlo, lo odorate in bicchieri troppo larghi e mai pieni…”..Già. E io li odio quei bicchieri troppo larghi. Io, come Gianni Priano, preferisco “….Posti sbarbariani. O celiniani. Da scrittori, mezzi briganti, muratori zitti, impiegati incantati. E assassini fatti e finiti. Gente che ruba tutto, senza bene fare caso a cosa e gente a cui hanno rubato tutto. O quasi tutto, O abbastanza”. E la Superba, proprio perché tale, non rinnega neppure l’olezzo e il sudiciume e le bagasce e i sorci del suo vecchio budello , anzi, rivendica tutto questo , in quanto parte di ciò che rende bella e autentica la città. Mi piacerebbe andare un paio di mattine in giro per i vicoli, seguendo le indicazioni del libro e cercare i vari scorci, larghi e piazze, senza avere particolari speranze di trovarci anche solo una minima parte dei personaggi citati. Io comunque vi consiglio questo bel libro “immaginato” , che ha la poesia del ricordo e la potenza delle parole necessaria a trasportare il lettore nel turbinio delle salite e dei chiaro scuri dei vecchi carruggi di Genova. Un vero e malinconico inno d’amore alla città.

P.S: A me piace suggerire i libri che leggo e che mi appassionano. Una cosa però ci tengo a dire. Un ulteriore suggerimento. Anche se utilizzo internet per segnalarvi libri interessanti, andateli poi a comprare nelle librerie!! Non online! Che nelle librerie è tutta un’altra cosa!!

4 risposte a "Una serata così….Tra acculturati."

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    1. Ti ringrazio ! Chiedo scusa a te e a chiunque mi farà l’immenso piacere di prestare attenzione a questo spazio, per il disordine che ancora un po’ regna qui. Sono molto maldestra in ambito tecnologico e sto cercando di capire un passetto alla volta. Farò sicuramente dei casini , ma spero col tempo di migliorare. Grazie ancora.

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  1. Che bello l’articolo e il tuo Blog, bello genuino e senza fronzoli, ti rendo “pan per focaccia”…e si sente che lo hai letto usando anche l’olfatto, ..ora vieni a perderti a Genova e se passi da Largo alla Cantadina, ti posso riconoscere e darti un dono colorato.

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    1. Grazie Simona!! Quella sera ci siamo parlate un po’ di sfuggita, ma queste situazioni sono un turbinio di incontri e conoscenze. Servono proprio a questo credo. Per me non è poi tanto difficile perdermi per Genova ..M’è già successo in passato. Ho il senso dell’orientamento di un totano! Comunque un giro per la città a scattare due foto ce l’ho in programma già da un po’. Passo sicuramente da trovarti!!

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